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Salerno, la prima di Giovanni Benedetto al PalaSilvestri: "Predisposizione al sacrificio per risultati importanti"

Il nuovo head coach blaugrana a Salerno per la due giorni di recruiting dedicata al settore giovanile

Consapevolezza di essere ormai in procinto di dare ufficialmente il via ad una nuova ed entusiasmante avventura e desiderio di prendere confidenza con un ambiente che non attende altro se non rivivere le emozioni che lo sport che tende al cielo sa regalare.

C'è questo e tanto, tantissimo altro nella prima uscita - seppur non ufficiale - del nuovo head coach blaugrana Giovanni Benedetto in terra salernitana e più specificamente tra le mura amiche del PalaSilvestri. L'occasione giusta, l'assist perfetto fornito dalla due giorni di recruiting voluto dalla Virtus Arechi Salerno per valutare profili giovanili della realtà cestistiche cittadine e non solo da inserire eventualmente nella nuova cantera del sodalizio caro al patron Renzullo.

E allora, in seno a qualsivoglia discorso relativo all'anno che verrà, impossibile non focalizzare l'attenzione sui primi step di un allenatore vincente che si muove già con estrema naturalezza nella sua nuova "casa", pronta ribollire di affetto con l'inizio ufficiale della stagione che dista ormai poco meno di un mese, allorché Diomede e soci si ritroveranno agli ordini dello staff tecnico per la preparazione in vista del prossimo campionato di Serie B.

Un'annata tutta da vivere, tecnicamente e tatticamente affidata all'esperienza e alla capacità di un allenatore depositario di una cultura vincente da trasferire alla Salerno cestistica attraverso il lavoro certosino quotidiano, al netto del quale la predisposizione al sacrificio e la voglia di superare i propri limiti, tanto individuali quanto di squadra, possa essere la giusta cartina tornasole di un percorso di crescita costante in cui non smettere di investire energie fisiche e mentali.

Questo il mantra di coach Giovanni Benedetto, il cui sguardo attento e profondo rivolto ad un parquet preso d'assalto per l'occasione dai più giovani non volge già verso la meta bensì ad ogni singola tappa che dovrà rendere la stagione della Virtus 3.0 significativa in ragione della capacità di superare gli ostacoli che fisiologicamente si pareranno dinnanzi: pragmatismo e visione d'insieme, insomma, perché è solo nelle difficoltà che si diventa davvero grandi.

I primi passi al PalaSilvestri

Poco importa che il raduno della "sua" nuova Virtus porti in calce la data del 17 agosto, Giovanni Benedetto non ha voluto certamente mancare ad una due giorni nel corso della quale lo staff tecnico ha avuto modo di monitorare diversi prospetti del territorio. Impossibile, d'altra parte, per addetti ai lavori e tifosi, non osservare i movimenti del nuovo responsabile dell'area tecnica blaugrana. 

Non mancano certo concentrazione in merito a quanto accade sul parquet, desiderio di conoscere la nuova realtà che lo circonda e predisposizione al confronto con i nuovi compagni di viaggio nella prima uscita del tecnico virtussino. Ad accompagnarlo il diesse Pino Corvo, alle prese con un mercato che finora ha saputo regalare importanti riconferme in seno allo spogliatoio blaugrana nonché gli arrivi del fedele scudiero benedettino, Carlo Cantone, e del giovane Antonio Gallo, di ritorno alla casa-madre dopo la stagione vissuta in prestito a Scauri. Eppure, la sensazione è che il meglio debba ancora venire e gli ultimi tasselli di un puzzle pronto ad essere completato non tarderanno ad essere annunciati.

Tra le varie tappe di Benedetto nel pomeriggio a tinte blaugrana non poteva mancare quella nella pressroom dell'impianto sito in Matierno: un altro spazio che il nuovo allenatore della Virtus avrà modo di approfondire  tra poco meno di un mese e che, per l'occasione, ha riaperto le porte per la prima intervista dopo l'annuncio ufficiale del suo approdo a Salerno.

L'intervista

- Primo contatto con la nuova realtà salernitana e con l'impianto del PalaSilvestri per il nuovo coach della Virtus Arechi Salerno, Giovanni Benedetto, in occasione della due giorni di recruiting. Quali le prime sensazioni in vista dell'inizio ufficiale della stagione che dista poco meno di un mese?

«E' vero, si tratta della mia prima volta da "padrone di casa" in questo palasport, dal momento che diversi anni fa ho avuto modo di visitarlo da avversario. Le sensazioni sono positive, manca sempre meno all'inizio ufficiale della stagione e c'è tanta voglia di dare il via a questa nuova avventura. L'auspicio è che questo impianto possa vederci protagonisti nel corso del campionato di Serie B che ci apprestiamo ad affrontare. In questa due giorni stiamo visionando diversi prospetti per quanto concerne il discorso relativo ai gruppi under 16 e 18, altro aspetto importante da programmare in vista della nuova stagione ormai alle porte. Un momento senz'altro importante che mi è servito per prendere confidenza con l'ambiente».

- A proposito della nuova stagione, dopo l'annuncio che ha ufficialmente affiancato il tuo nome a quello del sodalizio caro al patron Renzullo, la società ha iniziato a lavorare sul mercato assicurandosi le riconferme di elementi importanti protagonisti lo scorso anno e trovando l'accordo con due volti nuovi che entreranno a far parte del nuovo progetto tecnico. Che Virtus Arechi Salerno sta nascendo?

«La società è al lavoro per definire il roster della prossima stagione che vogliamo possa essere all'altezza delle importanti ambizioni che nutriamo. Piccoli passi sono stati compiuti ma siamo al contempo consapevoli di dover completare il mosaico. Cerchiamo di fare le mosse giuste ed individuare sul mercato giocatori che possano essere funzionali al progetto tecnico del prossimo biennio. Il direttore sportivo Pino Corvo si sta ben comportando ed è consapevole di ciò che manca alla nuova Virtus; occorre pazienza ed intelligenza in questa fase con l'auspicio di riuscere a completare il roster nel breve periodo».

- Una Virtus ancora in definizione con alcuni tasselli mancanti che, nelle prossime settimane, andranno ad essere individuati sul mercato. Quali sono i profili ricercati sul mercato che potrebbero fare al caso della nuova squadra?

«Cerchiamo giocatori utili e che possano garantirci un salto di qualità. Ovviamente saremo prioritariamente chiamati a coprire gli spot che attualmente non hanno un padrone. Le caratteristiche dei giocatori mancanti sono sostanzialmente le medesime di quelle che fanno attualmente parte del gruppo: predisposizione al lavoro, voglia di mettersi in discussione ed entusiasmo da portare in palestra quotidianamente. Chi viene qui deve essere motivato a portare avanti un percorso che, nell'ultima stagione anche al netto di tanta sfortuna, si è chiuso appena prima della Final Four di Montecatini. E' da quell'entusiasmo e da tali consapevolezze che dobbiamo ripartire».

- Una panoramica sul campionato che andremo ad affrontare: momenti di alta tensione a proposito di ciò che sta accadendo in giro per l'italia, e per quanto concerne la composizione dei gironi e in merito alle compagini che prenderanno parte ai vari tornei. La Serie B Old Wild West dello scorso anno ha regalato tante emozioni con l'equilibrio a farla da padrone in vetta alla classifica. Quali sono le ambizioni di questa Virtus?

«Vogliamo fare bene, questo certo e per farlo sarà necessario farsi trovare pronti sin dalle primissime battute. In merito alle vicende di stretta attualità a cui un pò tutti stiamo assistendo in questi ultimi giorni c'è da auspicare un prossimo campionato più regolare che porti realmente a delle promozioni e a delle retrocessioni e che i verdetti del campo non siano poi stravolti da eventuali Consigli Federali o dalle difficoltà delle società stesse perché tutto ciò non giova affatto al nostro movimento. Il girone D del campionato di Serie B Old Wild West, quello nel quale siamo stati collocati, sappiamo essere un raggruppamento altamente competitivo con avversari importanti costruiti per vincere. Non ci sarà Caserta che prenderà parte al campionato di A2, ma ciò non toglie che tante altre squadre proveranno a far bene e conquistare un piazzamento significativo».

Un ultima domanda, non può che riguardare nello specifico coach Benedetto e la sua pallacanestro. A tal proposito, quali sono i requisiti fondamentali su cui si fonda la cultura cestistica di un allenatore che negli anni ha dimostrato di essere vincente a diverse latitudini?

«E' una domanda che ricorre spesso, alla quale non posso che rispondere in modo apparentemente banale. L'obiettivo da allenatore è quello di fare al meglio il mio lavoro e mettere la squadra nelle condizioni ideali di giocare a pallacanestro. Il lavoro svolto preferisco che siano gli altri a giudicarlo: l'auspicio è che il basket che andremo ad interpretare possa portare entusiasmo nell'ambiente e di conseguenza vittorie. Quello che intendo sottolineare ancora una volta è la predisposizione al sacrificio da parte di tutti, elemento in presenza del quale possono arrivare risultati importanti. Mi aspetto la disponibilità massima da parte di chi indosserà la casacca blaugrana e, lavorando insieme nel corso della settimana senza risparmiare energie, potremo arrivare ad ottenere risultati apprezzabili domenica dopo domenica».

Carmine Lione

Responsabile Area Comunicazione Virtus Arechi Salerno