Alla scoperta della Unicusano Avellino

Alla ricerca di continuità dopo la vittoria esterna a Ruvo di Puglia la Dole Rimini ospita in un Flaminio tutto colorato con Idroclima, domenica 8 febbraio alle ore 18, l’Unicusano Avellino Basket, una delle tante formazioni di questo campionato ancora pienamente in corsa per un posto ai play-off.

La squadra allenata da coach Gennaro Di Carlo, che esordì sulla panchina irpina proprio in occasione del match d’andata vinto dai biancoverdi 87-78, arriva in Romagna forte di un successo ottenuto allo scadere contro Verona (72-71). In precedenza sono arrivate alcune vittorie casalinghe importanti come quelle con Pistoia (99-94) e la capolista Pesaro (93-73), ma anche tre sconfitte esterne consecutive a Livorno (82-77), Torino (80-67) e Brindisi (83-67), risultati che evidenziano l’andamento altalenante degli avellinesi in grado, però, di ribaltare più volte il pronostico a proprio favore grazie alla loro imprevedibilità, al loro talento offensivo e al numero importante di “ball handler” presenti a roster.

Il quintetto si apre con l’ex di turno Alessandro Grande, che torna al Flaminio da avversario dopo le ultime due annate passate in biancorosso: già decisivo all’andata con 19 punti, l’ex Agrigento e Omegna viaggia a 10 punti (53% da due, 35% da tre e 87% ai liberi), 2.3 rimbalzi e 2.5 assist di media. Tanta America negli slot di guardia e ala piccola, territorio di caccia della talentuosa coppia formata da Jaren Lewis e Jay Jay Chandler: il primo, alla sua seconda stagione in Campania, è sia miglior marcatore che miglior rimbalzista di Avellino che sta trascinando con 14.6 punti a partita, sfiorando un clamoroso 50/40/90 (53% da due, 40% da tre e 88% ai liberi), e 6.4 rimbalzi frutto di una grande pericolosità sia spalle a canestro che da fuori area; il secondo, mancino in grado di attaccare il ferro e che da Pick and Roll può essere molto pericoloso per la sua capacità di arrivare in area, realizza 13.3 punti in appena 24 minuti di utilizzo medio. Il 4 titolare non è un ex RBR ma sicuramente per lui quella di domenica sarà una partita speciale: Giacomo Dell’Agnello infatti ritroverà ancora una volta suo padre Sandro da coach avversario, dando così vita a una battaglia nella battaglia tra la guida tecnica riminese e l’ex Cividale, in doppia cifra di media per nove stagioni consecutive tra A2, B e C Gold e quest’anno autore di 9.6 punti col 60% da due su sei tentativi a partita. Sotto canestro infine spazio al 37enne Andrea Zerini, pivot con 367 presenze in A1 tra Brindisi, Scandone, Brescia, Napoli e Tortona; il nativo di Firenze è decisivo sì in attacco (4.5 ppg) ma soprattutto in difesa dove fa valere tutta la sua esperienza con letture giuste e soprattutto 1.1 stoppate a incontro che gli valgono la medaglia d’argento tra i migliori stoppatori dell'A2.

Dalla panchina sono ben 27 i minuti di media di Federico Mussini, tra i migliori italiani dell’intero campionato (13.9 punti con il 52% da due e il 37% da tre) e giocatore in grado di accendersi segnando diversi canestri consecutivi. Percentuale da tre pressoché identica (36%) per la guardia Mikk Jurkatamm, ottimo tiratore da varie zone del campo reduce da una stagione da 9.9 punti con il 40% da lontano. L’ala piccola di riserva è un volto nuovo rispetto al match di qualche mese fa: Lucas Fresno, classe 2004 per la prima metà di stagione a Scafati, ha già militato nelle fila biancoverdi nel 2024, prima di passare a Capo d’Orlando dove si è dimostrato uno dei migliori giovani della B Nazionale. A chiudere il secondo quintetto l’ala grande dinamica Alexander Cicchetti, alla sua seconda miglior stagione in A2 per punti segnati (7.8) e l’esperto Giovanni Pini, già vincitore di quattro campionati di A2 tra cui l’ultimo ottenuto lo scorso anno con la maglia di Udine.

Avellino è una squadra che tira molto da dentro l’area, pur avendo giocatori pericolosi da tre, sfruttando giocate uno contro uno sia lontano che vicino a canestro. Bisognerà fare molta attenzione soprattutto alle caratteristiche individuali degli avellinesi, facendo in modo che essi giochino fuori dalla propria comfort zone. In difesa tendono a “mettere le mani addosso” ed essere molto aggressivi sulla palla, con i lunghi che spesso escono dall’area e raddoppiano il palleggiatore togliendogli i passaggi più vicini.

Forza Rimini!