Allianz Pazienza e chi ti ferma più? Al “Falcone e Borsellino” si arrende anche la Tema Faenza

Era l’esordio stagionale. L’Allianz Pazienza San Severo si presentava sul parquet di Faenza al cospetto di una formazione accreditata, fin dalla vigilia, come una delle candidate autorevoli ai playoff: squadra solida, esperta, tutt’altro che “sprovveduta”. I pronostici pendevano tutti dalla parte dei padroni di casa, mentre i Neri si affacciavano al campionato con un roster in parte rinnovato e con addosso quella naturale curiosità di chi vuole misurarsi, capire, farsi vedere per la prima volta insieme. Finì 87-85, con quella penetrazione di Paolo Bandini negli istanti conclusivi che ancora oggi si ricorda: un’azione simbolo di una gara giocata alla pari, punto a punto, e che avrebbe potuto prendere tutt’altra piega. Una sconfitta, sì, ma di quelle che lasciano intuire molto più di quanto il tabellone racconti. Oggi, all’inizio del girone di ritorno, quella pagina si riscrive. E lo fa con segno opposto. Al termine di una prestazione matura e consapevole, l’Allianz Pazienza si prende la rivincita e supera la Tema Sinergie Faenza per 86-81, trasformando il ricordo amaro dell’andata in un successo dal peso specifico enorme. In una gara che racconta un equilibrio sostanzialmente costante, con San Severo più incisiva nella prima frazione e Faenza capace di alzare il livello nella seconda, l’Allianz Pazienza mantiene sempre alta l’attenzione e la qualità del gioco. Al rientro sul parquet, la squadra giallonera offre una prestazione di grande spessore, pur dovendo fare i conti con un metro arbitrale spezzettato da fischi frequenti, che interrompono spesso il ritmo dei Neri. Come sempre, l’ultimo periodo si accende. I padroni di casa non perdono la bussola, pur dovendo riconoscere il merito di una Tema Sinergie che spinge costantemente, mantenendo il punteggio a tratti dalla propria parte. A fare la differenza, però, è la brillantezza e la coesione dell’intero gruppo giallonero: Lucas prende le redini della squadra, segna (e fa segnare), mentre il Palas esplode ad ogni azione e fa tremare anche la Tema, assolutamente in partita fino a pochi istanti prima. E così, come le grandi squadre fanno, l’Allianz Pazienza, sfrutta le sue occasioni per imporsi e sfrutta il cronometro. Un cronometro che celebra un collettivo vero, compatto, in cui ogni giocatore chiamato in causa risponde presente, portando energia, attenzione e qualità. 

E così, quasi in punta di piedi, arrivano altri due punti; un bottino prezioso che va ben oltre il freddo dato numerico. Le analisi, volendo, potrebbero essere molteplici e declinate in mille direzioni diverse, ma il succo resta uno: questi ragazzi, in campo, si divertono. Si divertono e fanno divertire. E quando accade, la differenza si vede, si percepisce, si traduce in risultati facendo sembrare (ma non lo è!) tutto più semplice. Lo abbiamo scritto in passato e continuiamo a ribadirlo oggi, con un sorriso largo e sincero: non guardare dove sei, guarda ciò che puoi ancora diventare, cara Allianz Pazienza. Il percorso conta, eccome se conta. E nel frattempo, permettici di dirlo, sei bellissima. Sempre bella. Bella come il gioco espresso, bella come l’atteggiamento, bella come quei due punti che brillano sul tabellone.

DAL PARQUET – I protagonisti dell’incontro: Bandini, Mobio, Morelli, Bugatti e Gherardini vs Fragonara, Vettori, Mbacke, Santiangeli e Van Ounsen. Capitan Bugatti inaugura la sua serata con quattro punti in rapida successione, frutto di due realizzazioni ravvicinate che colgono impreparata la difesa della Tema, lesta nel ribattere velocemente grazie alle realizzazioni dei pivot. L’Allianz Pazienza, però, continua a sviluppare il proprio gioco con ordine e intensità, affidandosi anche al pivot Gherardini, che, proprio come il suo capitano, va a referto con altri quattro punti, firmando l’8-4 iniziale. La Cestistica è viva, presente, lo si percepisce chiaramente soprattutto nella lotta a rimbalzo; conquista extra possessi e si fa trovare pronta anche in fase difensiva, spesso più rapida e reattiva della Raggisolaris. C’è però un dettaglio che pesa, e non è di poco conto: la mancanza di cinismo. Per ben tre volte consecutive i gialloneri arrivano fino al ferro, costruiscono l’azione nel modo giusto, ma sbagliano la conclusione finale, mancando l’allungo. A tenere accesi gli spiriti è ancora Bugatti, che trova un canestro di rara difficoltà sotto le plance, quasi impossibile per posizione e difesa avversaria, completando poi il gioco da tre punti con il libero aggiuntivo che vale il +1. Faenza, però, come da pronostico, resta pienamente dentro la partita e mantiene il punteggio sempre in equilibrio, nonostante una Cestistica propositiva e intraprendente. Il primo quarto si chiude: 22-20. Pick and roll ben eseguito tra Lucas e Ndour, che va a schiacciare senza difficoltà, seguito da due “mattoncini” preziosissimi firmati Todisco: è l’avvio ideale, anzi perfetto, del secondo quarto. Per la prima volta nel match, infatti, gli uomini di coach Pansa sembrano accusare il colpo e, nei primi minuti della frazione, San Severo piazza un parziale di 4-0, mentre gli avversari restano a secco di punti. Non solo: i gialloneri si presentano in campo con Lucas, Scredi, Gattel, Todisco e Ndour; un quintetto completamente diverso rispetto a quello iniziale, a testimonianza della fiducia totale che coach Massimo Bernardi ripone nell’intero organico a sua disposizione. Una fiducia immediatamente ripagata, perché è proprio Scredi a completare un gioco da 2+1, portando il vantaggio a sette lunghezze sugli emiliani. Quando la Tema Sinergie prova comprensibilmente a rifarsi sotto, la Cestistica risponde con lucidità e qualità, trovando le giocate giuste nei momenti chiave. Nella fase centrale del secondo quarto, San Severo si affida con continuità al proprio pivot René Ndour, che si fa trovare puntualmente pronto sotto il ferro, garantendo presenza, solidità e soluzioni offensive. La gara è viva, equilibrata, combattuta tra due squadre che dimostrano di sapere come stare in campo e lo fanno valorizzando al massimo le rispettive potenzialità. C’è una eternità ancora da giocare, indipendentemente dal vantaggio emiliano. Al secondo squillo di sirena, quasi come un fulmine a ciel sereno il parziale è: 38-41. Mobio, Gherardini, in mezzo Van Ounsen, e poi la tripla di Morelli: se l’Allianz Pazienza deve lanciare un messaggio all’avversario e chiarire che, al Pala “Falcone e Borsellino”, passare non è affatto semplice, questo è il momento giusto per farlo. Faenza, come già accaduto nel secondo quarto, sembra accusare leggermente il colpo. Gli emiliani provano a reagire affidandosi al tiro dalla lunga distanza e cercando di approfittare di qualche errore, ma San Severo gestisce con grande lucidità. I gialloneri, guidati dall’esperienza di Bugatti, non hanno bisogno di forzare le giocate: scelgono con intelligenza quando andare fino al ferro, si prendono due punti “facili” e, soprattutto, capitalizzano anche dalla lunetta, sfruttando i falli commessi dagli avversari. Il vantaggio si allarga e San Severo prende progressivamente il largo, allontanando la Tema Sinergie. Sul 52-45, con ancora 6 minuti da giocare nel periodo, coach Pansa è costretto a fermare il gioco e chiamare timeout. Al rientro sul parquet, la gara resta intensa e combattuta. I padroni di casa non concedono nulla, non arretrano di un centimetro e continuano a spingere sull’acceleratore. L’intensità difensiva resta alta, l’attacco continua a produrre soluzioni efficaci e il divario cresce fino a toccare il +11, con Faenza che, oggettivamente, appare in difficoltà. Lo abbiamo già detto e lo ribadiamo: c’è ancora un’eternità da giocare, ma il parziale sorride, anche al netto dei tanti punti macinati da Faenza, tanti da arrivare a -1, è dell’Allianz Pazienza (e non potrebbe essere altrimenti per quanto visto in campo). Il punteggio al termine del terzo quarto è: 63-62. Per provare a scrollarsi di dosso la pressione costante di Faenza serve una tripla di Morelli, che riporta l’Allianz Pazienza sul +4, dando per un attimo l’illusione di poter nuovamente indirizzare la gara sui binari desiderati. Gli emiliani, però, confermano ancora una volta il grande merito di non uscire mai dalla partita, rimanendo sempre agganciati al punteggio e trovando il 66-66 quando mancano ancora otto minuti al termine delle ostilità, prima di completare il sorpasso con il canestro di Vettori. La Tema sensibilmente aumentate le sue percentuali in ogni zona del campo e quella frenesia che per larghi tratti aveva accompagnato il gioco degli ospiti sembra trasferirsi improvvisamente ai padroni di casa: San Severo forza alcune soluzioni, fatica a concretizzare le conclusioni nel pitturato e inciampa in errori che pesano, mentre i rivali giocano con maggiore scioltezza e lucidità. Poi, come d’un tratto, Lucas si accende, segna da tre, Gherardini colpisce indisturbato da sotto, poi ancora la ‘bomba’ di Lucas che firma il soprasso e poi di nuovo il pareggio di Vettori. Sebbene gli sforzi, da quel momento, l’esatto in cui il play Lucas decide di prendere la squadra in mano, gli emiliani non ‘entrano’ più in partita e una gara che, fino a qualche minuto prima, poteva essere nelle proprie mani, diventa il successo dei Neri. Un altro, l’ennesimo fragoroso: 86-81. 

IN AGENDA – Dopo aver riassaporato il calore del proprio palasport, è già tempo di rimettersi in cammino. Il calendario, come spesso accade in questa Serie B intensa e senza tregua, impone nuove sfide lontano da casa (saranno due consecutive) e la Cestistica è chiamata ad affrontarle con la consueta determinazione. Il prossimo impegno esterno è fissato per domenica 18 gennaio 2026, con palla a due alle ore 18.00, sul parquet della Giuseppe Bondi Arena. Di fronte ci sarà l’Adamant Ferrara, avversario di tradizione e di valore. 

Ufficio Stampa Cestistica Città di San Severo