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Aspettando il derby Cento-Faenza: la finale playoff 1993

Il derby Cento-Faenza ha "origine" nei primi anni ’90, con infuocati match nella allora B2.
Tanti i ricordi felici, ma andiamo a ricordare una pagina un po’ più amara: da un lato passata alla storia come una delle prime finali rimaste sul groppone dei tifosi centesi, dall’altra come uno primi grandi "esodi biancorossi".
Da Pressing (stagione 2017-18) ecco il ricordo di Alessio Atti.

« E’ fin troppo facile pensare ai primi anni ’90, e rivivere quelle prime storiche sfide con la compagine romagnola: un dualismo mai sopito, e ritrovato proprio nella serie cadetta.
Quindi partiamo pure dagli anni caldi della “allora” B2, da quel 1992 che ci fa tornare indietro giusto giusto un quarto di secolo. Scriverlo fa ancora più impressione che ricordarlo, perché quello fu un anno di grandi cambiamenti per la Benedetto XIV: anzitutto l’arrivo come D.S di Carlo Rinaldi, un professionista che già vantava esperienze di carattere nazionale. Poi la prima panchina centese di Gianni Trevisan, affiancato nel ruolo di vice da quel “Toto” Tinti che proprio un anno prima aveva abbandonato il basket giocato (sempre in maglia biancorossa, of course).
Le note dolenti erano rappresentate dagli addii di Bobicchio e Pol Bodetto (la serie A chiamava), ma al contempo ci furono le piacevoli riconferme di Miserocchi, Stama e Cestaro, affiancati da volti nuovi fra i quali l’indimenticato Fabio Principi ed il giovane Luca Pupulin, al quale la “Fossa” dedicò uno dei cori più goliardici e disneyani di sempre. Nuovo fu anche lo sponsor (grappa Vite d’Oro), mentre al comando della società c’era sempre l’istrionico Stefano Melloni… o meglio, così fu fino alla fatidica data del 29 marzo 1993, quando lo stesso presidente centese divenne irreperibile per tutti, lasciando nel più completo sgomento tifoseria e città.
Ma sul campo la squadra viaggiava con il vento in poppa, tanto da chiudere il campionato al secondo posto (proprio alle spalle di… ma si, ovviamente di Faenza). E così si arriva ai play off: eliminata Ravenna (l’altra grande protagonista di quella stagione), chi mai avremmo potuto ritrovare come avversaria finalista?
Esattooo, sempre Faenza. Nelle prime due partite venne rispecchiato fedelmente il fattore campo: purtroppo grossi incidenti con le forze dell’ordine caratterizzarono il finale della prima partita. Le cause di quanto accaduto allora non furono mai chiarite del tutto, ma i presenti possono ancora oggi confermare che il clima dentro al Palasport Bubani di Faenza fu davvero incandescente!
Gara-2 (giocata nel palazzetto centese) fu l’occasione per pareggiare la serie, cogliendo una vittoria schiacciante in un tripudio generale, con una Fossa travolgente ma sempre corretta per tutta la durata dell’incontro.
E così si arriva alla decisiva ed ultima gara-3, da giocarsi in terra faentina. La partita è ricordata soprattutto per essere stata uno dei primi e veri grandi esodi del tifo biancorosso, con oltre 500 centesi al seguito.
Ecco, qui è necessario aprire una doverosa parentesi: a quel tempo i biglietti di ingresso per le partite erano stampati in maniera molto “semplice”, diciamo pure facilmente replicabile. Insomma, qui lo dico qui lo nego, leggenda vuole che alcuni centesi fotocopiarono un gran numero di biglietti, per far entrare quanta più gente possibile.
Chissà, forse ogni leggenda porta sempre con sé un fondo di verità, ma di certo la presenza numerica dei tifosi centesi nell’impianto faentino fu davvero imponente! Un muro umano compatto e colorato; per farla breve, alla fine ad essere scortati dentro al palazzetto furono addirittura i tifosi locali invece di noi ospiti!
Beh, a dir la verità ci sarebbe anche una partita da raccontare: come la più classica delle finali, una sfida maschia e intensa, giocata punto a punto e vietata ai deboli di cuore. E proprio quando la Benedetto, trascinata da Principi e Stama sembrava aver preso un vantaggio sufficiente, ecco scatenarsi il bomber locale De Ambrosi, che iniziò a bucare la retina da ogni angolo… Si arriva all’ultimo minuto in perfetta parità, grazie alla mano ferma di Principi che insacca due liberi fondamentali, poi tripla sbagliata di Faenza… Cento ha nuovamente la possibilità del sorpasso: Miserocchi si assume la responsabilità di un tiro della media che prende il ferro, ma ora mancano pochi secondi al termine e sul ribaltamento un giocatore faentino si invola in palleggio verso il nostro al canestro, servendo un assist al bacio al solito De Ambrosi,
per il più tremendo dei sottomano che di fatto regala vittoria (81-79) e promozione in B1 a Faenza. »

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