Cantù domina l'Urania nel derby e chiude il 2022 in vetta

Acqua S.Bernardo Cantù: Rogic 15, Bucarelli 4, Nikolic 16, Baldi Rossi 13, Hunt 12; Stefanelli 1, Severini 5, Da Ros 4, Berdini 9. N.e.: Brembilla, Borsani, Meroni. All.: Sacchetti

Urania Milano: Amato 16, Potts, Pullazi 11, Hill 13, Ebeling 8; Valsecchi, Montano 11, Piunti 2, Cavallero. N.e.: Marra, Pezzola. All.: Villa

Arbitri: Moretti, Salustri, Coraggio.

Parziali: 26-11, 18-14, 18-20, 17-16.

Prova di forza dell’Acqua S.Bernardo Pallacanestro Cantù, che doma l’Urania Milano nel derby della prima giornata di ritorno del Girone Verde di serie A2 (79-61). I biancoblù firmano la decima vittoria consecutiva e consolidano la vetta della classifica a quota 24 punti (+4 sulla Vanoli Cremona che nel frattempo cade a Piacenza). Prima della palla a due gli Eagles hanno ricordato il compianto Chicco Ravaglia, scomparso prematuramente il 23 dicembre del 1999.

La cronaca

L’inizio del primo quarto vede Cantù giocare in scioltezza sull’asse Rogic-Hunt: due canestri da sotto del pivot americano e una bomba del play croato che replica ad Amato (7-3). I locali fanno la voce grossa a rimbalzo, mentre l’Urania prova a rispondere con Hill ai canestri di Bucarelli e Baldi Rossi (13-9). Colpisce ancora Rogic dall’arco, poi Da Ros con due viaggi dalla lunetta, Severini da fuori e Baldi Rossi completano la sinfonia biancoblù del +15 al 10’ (26-11). Solo il 25% dal campo per i milanesi con Potts non pervenuto. Primi 10′ dei canturini in linea con quanto visto a Piacenza e contro la JuVi: grande concretezza e incisività in attacco, alternata a una difesa d’acciaio.

Tanti errori nei primi 5’ del secondo periodo con il parziale bloccato sul 5-2 (31-13). L’Urania prova a forzare al tiro, ma non è giornata (5/18 da due e 1/10 da tre al 18’). L’Acqua S.Bernardo trova invece la scossa con il +22 di Hunt e Nikolic (37-15). Sfida dalla lunga distanza tra Amato e Berdini, poi il giovane play canturino infila in penetrazione il 44-25 dell’intervallo. 

Al rientro in campo subito 4-0 di Nikolic e Hunt (48-25). Seguono la tripla di Pullazi e due liberi di Hill (48-30). Nikolic e Hill già in doppia cifra al 33’ (12 il serbo e 11 lo statunitense). Prevalgono i fisici per un paio di minuti, poi Rogic inventa e incanta con tre penetrazioni di fila da applausi (58-34). Milano si sblocca da fuori e con un break di 2-11 si porta sul -15 (60-45). Berdini allo scadere mette il 62-45. Per Cantù 17-7 nei punti dalla panchina nella prima mezz’ora.

Quarta frazione: pronti via, subito 4-0 con Bucarelli e Berdini. Parziale di 13-9 per Cantù con la terza bomba di Rogic (75-54). L’Acqua S.Bernardo amministra e vince per 79-61. “Doppia doppia” per Hunt con 12 punti e 11 rimbalzi. Vanno in doppia cifra anche: Nikolic (16 punti), Rogic (15 di cui tre triple) e Baldi Rossi (13 con il 71% da due). Letteralmente annullato dalla difesa canturina Potts (tra i migliori marcatori del Girone Verde); per lui, che viaggia con una media di 17,8 punti a partita, una prestazione da 0 punti in 30 minuti sul parquet del PalaFitLine di Desio.

«Come ci aspettavamo è stata una partita complicatissima - conferma coach Villa -. Abbiamo faticato a imporci in attacco, pur essendo partiti discretamente. Qualcosa l’abbiamo anche costruito, ma abbiamo concretizzato poco. Abbiamo fatto molta fatica al tiro. Se troviamo una giornata in cui Potts non brilla, per noi aumentano i problemi. La reazione a inizio del secondo tempo è stata buona. Comunque, merito a Cantù per la vittoria».

«Mi sono piaciuti molto i primi 15 minuti, intensi in difesa e attacco; un break decisivo per il prosieguo del match - spiega coach Sacchetti -. Poi abbiamo giochicchiato e non dobbiamo cadere in questi errori. La classifica è importante, ma non è basilare. Se vinciamo va bene, ma pensiamo solo a noi. Questa è stata una buona partita. Adesso penseremo al quarto di Coppa Italia con Udine, poi inizieremo il nuovo anno. C'è da essere soddisfatti, ma possiamo sicuramente fare qualcosa in più. Conta vincere, anche se per me non siamo ancora al 100%. Ci sono ancora ampi margini di miglioramento».

Articolo - Riccardo Berti

Foto - Walter Gorini