Dole Basket Rimini: alla scoperta della Gemini Mestre

Nel giorno di Pasqua la Dole Rimini torna a calcare il parquet del Flaminio, e lo fa con il chiaro obiettivo di mettersi in tasca due punti pesanti contro una delle maggiori rivelazioni del campionato, la Gemini Mestre. La palla a due è prevista per domenica 5 aprile alle 18.
La formazione veneta è tornata a disputare la seconda serie nazionale a 37 anni di distanza dall’ultima volta, un lasso di tempo infinito trascorso tra scioglimento, rifondazione e campionati “minors”. Artefice dell’impresa della stagione 2024-2025, culminata col successo nello spareggio contro Montecatini, è l’ex di turno Mattia Ferrari, già autore della storica promozione in A2 nel 2021, che per questa stagione ha deciso di mantenere il nucleo del team dello scorso anno, con ottimi risultati. La Gemini infatti occupa al momento l’undicesima posizione, la migliore tra le neopromosse, grazie anche ad alcuni colpi contro squadre di alta classifica come Verona (74-72), Livorno (75-79), Scafati (81-80) e Brindisi, quest’ultima superata proprio nella scorsa giornata per 86-70.
Tra i tanti mestrini molto promettenti e alla propria prima stagione in Serie A2 c’è il regista della squadra Costantino Bechi che, dopo una carriera trascorsa in B tra Cecina, Livorno, Montecatini, Ozzano, Chieti e Latina, ha deciso quest’anno di fare il tanto agognato salto di categoria: 7.2 punti (43% da due, 36% da tre, 71% ai liberi), 2.7 rimbalzi e 3.2 assist sono le medie in 26 minuti di utilizzo del classe 2002, dalle percentuali pressoché identiche al più esperto compagno di reparto Federico Bonacini. Lo scorso anno a Piacenza, il nativo di Sassuolo realizza 8 punti ad allacciata di scarpe in appena 20 minuti di gioco (46% da due, 33% da tre, 74% dalla lunetta). I punti di riferimento della squadra veneta sono sicuramente rappresentati dalla coppia di ali statunitensi, formata da Seneca Knight e Wayne Stewart: il primo, ex Pistoia capace di interscambiarsi con il connazionale, è un “3” certamente pericoloso al tiro (15.4 punti a partita), ma la sua caratteristica migliore è quella di sfruttare la sua forza fisica spalle a canestro su difensori più piccoli, come testimonia il buon 55% da due su 8 tentativi a incontro. Il secondo, ala grande anch’essa in grado di giocare da 3, è un ottimo tiratore da oltre l’arco (37% in più di cinque tiri e 14.2 punti di media) nonché giocatore che punisce le difese aprendo il campo e usufruendo molto spesso del Pick & Pop. A chiudere il quintetto è il 21enne ex Monferrato e Virtus Imola Seraphin Kadjividi, altra scommessa della stagione mestrina che converte i suoi 10 minuti di utilizzo medio in 2.5 punti e 4.4 rimbalzi.
Con l’infortunio del giovane playmaker Simone Valsecchi, a prendere le redini della cabina di regia dalla panca è il 24enne Matteo Parravicini, arrivato a stagione in corso da Rieti e diventato presto un giocatore chiave nei meccanismi di coach Ferrari: alla sua miglior stagione in carriera per punti segnati (11.4), il numero 10 mestrino è molto abile nell’uno contro uno e al tiro, sia dalla media che da tre; caratteristiche diverse da quelle che sono il punto di forza di Nicola Giordano, guardia di 186 cm con un primo passo rapido e grande capacità di attaccare il canestro, non solo arrivando al ferro ma anche con arresto e tiro, ma soprattutto un espertissimo della categoria nonostante i soli 22 anni (183 presenze in A2) e anch’egli alla sua miglior stagione in seconda categoria con 7.9 punti ad allacciata di scarpe. Il giovane riminese Alessandro Scarponi (arrivato da Cento) e il talentuoso Francesco Reggiani (4.3 ppg) chiudono il reparto esterni, mentre ala grande e centro di riserva sono due eroi della promozione come Simone Aromando, doppia-doppia vivente in B e quest’anno autore di una grande annata da 9.3 punti e 4.9 rimbalzi, e Lorenzo Galmarini, pronto a garantire solidità sotto canestro e, in particolare quest’anno, anche da oltre l’arco dove sta mantenendo un impressionante 57% di media con 53 tiri tentati.
Mestre è una squadra che ama giocare in velocità e con tanta energia, sfruttando giocatori molto rapidi e in grado di accendersi con grande giocate di grinta, tirando spesso nei primi secondi. Dal punto di vista difensivo Mestre può presentare quintetti con quattro o addirittura cinque piccoli, senza un centro vero, mossa che permette di fare tanti cambi e di essere aggressivi sul palleggiatore, con l’obiettivo di mantenere alta l’intensità per poter correre immediatamente in attacco. Bisognerà dunque stare attenti a pareggiare il loro ritmo in entrambe le metacampo.
Forza Rimini!






















