Fine della striscia, non del cammino: la Cestistica sconfitta contro la capolista Roma

Se c’era una squadra in grado di interrompere la striscia positiva di quattro vittorie consecutive dell’Allianz Pazienza, quella non poteva che essere la Virtus Roma che, davanti al proprio pubblico, si impone nel sabato di pallacanestro della Serie B con il punteggio di 95-61. Un incontro ben interpretato, almeno nel primo tempo da parte della formazione di San Severo tuttavia alla distanza, emergono la profondità del roster capitolino e un tasso di intensità superiore che, soprattutto nella ripresa, che finiscono per fare la differenza. Infatti, è nel terzo periodo che Roma piazza l’allungo decisivo: San Severo accusa un fisiologico calo in termini di ritmo, lucidità e precisione, mentre i padroni di casa trovano continuità offensiva e costruiscono il massimo vantaggio. Gli ultimi dieci minuti diventano così una gestione accorta e matura da parte dei capitolini, che ruota tutti gli effettivi a disposizione e sfrutta una panchina lunga e di assoluta qualità, degna di una formazione già proiettata verso la Serie A2. Mentre coach Bernardi, proprio nelle battute finali, decide di dar minutaggio ai giovani. 

La Virtus, in ventitré gare di campionato, è caduta soltanto tre volte. Un dato che racconta, meglio di qualsiasi presentazione, il valore e la solidità del roster capitolino. Chi può vantarsi di averle inflitto una di quelle rare sconfitte? Esatto. Proprio San Severo. Tuttavia, questa volta, sul parquet romano, non è arrivata l’occasione di replicare l’impresa dell’andata. Alla vigilia, del resto, così come accaduto nel primo confronto stagionale, tutti i pronostici pendevano dalla parte dei padroni di casa. E se parliamo di una squadra costruita per stare stabilmente ai vertici, non può certo essere un caso. Ma al di là del risultato finale, ciò che conta davvero è il percorso. San Severo può e deve continuare a guardare avanti a testa alta. È vero: la sconfitta interrompe una striscia di quattro vittorie consecutive, ma è altrettanto lampante che non scalfisce minimamente quanto di buono costruito fin qui. Anzi, lo rafforza nella consapevolezza dei propri mezzi. L’obiettivo dei gialloneri è lì, a portata di mano. Vicino, concreto, tangibile. E quando arriverà (perché arriverà!) sarà un’esplosione di gioia condivisa, un traguardo conquistato con lavoro, sacrificio e identità. Per tutti. Per tutto l’ambiente. È una promessa. Hai perso contro una corazzata, Cestistica. Nessun dramma. Nessuna ombra. Si riparte. Con ancora più convinzione.

DAL PARQUET – Visintin, Battistini, Majcunic, Toscano e Leggio per Coach Calvani. Bandini, Mobio, Morelli, Bugatti e Gherardini, schierati da Bernardi. Si gioca a ritmi elevati come evidenzia il punteggio elevato, con grande intensità su entrambi i lati del campo, ed è un autentico piacere per gli occhi: in campo ci sono due squadre vive, brillanti, che attraversano un eccellente momento di forma. La Virtus Roma si affida alle proprie certezze, soprattutto nel gioco interno, trovando continuità e solidità vicino al ferro; l’Allianz Pazienza, dal canto suo, resta agganciata al match senza concedere il minimo segnale di resa, trascinata dalle triple di Bugatti e Mobio e dai punti di un sempre presente Gherardini. La partita scorre sul filo dell’equilibrio; se è vero che i capitolini mostrano grande sicurezza in ogni possesso, arrivando con relativa facilità alla conclusione, è altrettanto reale che la Cestistica risponde colpo su colpo, azione dopo azione, con personalità e lucidità. Nel finale di frazione, però, la GVM alza ulteriormente i giri del motore, trovando qualche soluzione più pulita e costruendo un lieve margine che la porta avanti alla prima sirena: 30-25. E’ una gran bella San Severo. L’esempio eloquente: la tripla all’ultimo secondo di Lucas. Si continui così. È Todisco, romano di nascita ma giallonero nel cuore per questa sera, ad aprire il secondo periodo con una tripla che vale molto più dei tre punti: è un messaggio chiaro, pressione costante sui capitolini. Lucas lavora bene sotto canestro e firma il -2, ma Rodriguez prova immediatamente a spingere Roma in avanti, ridando ossigeno ai giallorossi. Rispetto alla prima frazione, i ritmi si abbassano: il gioco perde fluidità, spezzettato dai numerosi fischi arbitrali, e servono spesso extra possessi per muovere il tabellone. Toscano sfrutta una seconda opportunità, ma Fabio Bugatti risponde da leader vero, tenendo a galla la sua squadra e permettendo all’Allianz Pazienza di restare costantemente in scia degli avversari. La lettura è chiara: Roma dimostra maturità, gioca con piena consapevolezza della propria forza, anche in termini di profondità del roster e qualità delle rotazioni. Ma dall’altra parte non c’è alcun “Davide” intimorito. Anzi. La Cestistica alza la voce, gioca con personalità e cancella, di fatto, qualsiasi presunta differenza di valori in campo. E non è un’impressione: non lo è affatto. Così, dopo l’ennesima tripla del capitano giallonero, la panchina capitolina è costretta a chiamare timeout per provare a interrompere l’inerzia sanseverese, alimentata anche da una calorosa e rumorosa rappresentanza di tifosi pugliesi sugli spalti. Roma che, come sempre sul finale, spinge leggermente aiutata anche dalle due triple consecutive. Alla sirena dell’intervallo lungo il punteggio sorride ancora agli uomini di coach Calvani: 50-41. Al rientro sul parquet la GVM prova subito a dare uno strappo alla gara, toccando il massimo vantaggio della serata. San Severo, però, non resta a guardare: Morelli prova a riaprire i giochi dalla lunga distanza, mentre Gherardini, ben contenuto e spesso accerchiato da tre avversari, riesce comunque a trovare il ferro con i suoi consueti movimenti da pivot ‘navigato’. I capitolini, tuttavia, mantengono con continuità un margine che si aggira attorno alla doppia cifra, un divario che non prende proporzioni più ampie soltanto grazie alla tenacia e all’orgoglio della Cestistica. È chiaro che, se si vuole coltivare ambizioni di vittoria su uno dei campi più complessi e ostici dell’intera Serie B, occorre ridurre al minimo gli errori, perché ogni possesso pesa come un macigno. Il terzo periodo, a essere onesti, non regala grande pallacanestro: da entrambe le parti si accumulano imprecisioni, sia nella costruzione del gioco sia al tiro, e il ritmo ne risente. Il punteggio resta così sorprendentemente basso, in controtendenza rispetto alle premesse iniziali della gara. C’è da stringere i denti e continuare a spingere, perché Roma resta avanti e, questa volta, lo fa in maniera leggermente più strutturata e controllata. Alla terza sirena, il tabellone recita ancora favorevole ai padroni di casa: 67-52. L’ultimo periodo è quello deputato a indirizzare in maniera definitiva l’incontro, e la Virtus lo approccia con l’autorità che compete alle grandi squadre: all’alba della frazione conclusiva il tabellone segna +18, un margine che nel basket non è mai una sentenza, ma che racconta molto del valore dei capitolini. Se Roma occupa stabilmente i vertici della classifica, con appena tre sconfitte all’attivo, un motivo c’è eccome: lo dicono le statistiche collettive, lo confermano i numeri dei singoli, lo certifica un potenziale tecnico e atletico da club legittimamente candidato al salto di categoria. Dall’altra parte, San Severo paga inevitabilmente il peso della gara e la caratura dell’avversario. Con il cronometro che scorre inesorabile, viene meno un po’ di brillantezza e, forse, anche quella consapevolezza necessaria per provare a riaprire un match che, col passare dei minuti, prende una direzione sempre più favorevole ai padroni di casa. Le giocate di coda e le ultime accelerazioni servono soprattutto ad arricchire l’analisi post-gara, più che a rimettere realmente in discussione l’esito dell’incontro. Testa alta, però, per l’Allianz Pazienza: se c’era una squadra in grado di arrestarne il cammino, quella era, senza troppi giri di parole, la capolista. Si esce sconfitti, sì, ma con la consapevolezza di aver incrociato una corazzata e con la forza di ripartire subito. Perché il percorso dei Neri, al netto di questo stop, resta solido e pienamente nelle proprie mani. Punteggio finale: 95-61. 

IN AGENDA – Dopo due trasferte consecutive, l’Allianz Pazienza fa finalmente ritorno a casa. È il momento di riabbracciare il pubblico giallonero, di tornare a respirare l’energia del palasport e di condividere, insieme, una serata di grande pallacanestro, qualunque sia l’esito finale. C’è anche una partita da riscattare. All’andata, infatti, il confronto con Ristopro Fabriano sfugge di mano nel finale dopo due tempi supplementari. Ora l’occasione è quella giusta per voltare pagina, ripartire e provare a scrivere una storia diversa, davanti al proprio pubblico. Si gioca domenica 1 febbraio 2026, ore 18.00, al “Falcone e Borsellino”. 

Ufficio Stampa Cestistica Città di San Severo