La lavagna del coach: Nardò

Coach, quali sono le indicazioni positive che ha ricevuto dalla prima gara?

Come indicazione positiva direi sicuramente aver potuto schierare finalmente Jackson, seppur al 40% delle sue possibilità. Per noi era importante averlo nel gruppo ed iniziare a costruire il nostro equilibrio avendolo in campo, anche se solo per 20 minuti. Altre indicazioni positive sono date dal fatto che continuiamo nel percorso di conoscenza: era importante che questo gruppo vivesse delle difficoltà, sia andando sotto nel punteggio, sia nel trovare nuove risorse contro situazioni tecniche diverse da quelle affrontate in precedenza. Nonostante la sconfitta, fa parte del processo di crescita di questo gruppo passare attraverso queste esperienze.

Che tipo di avversario è Nardò? Quali sono i suoi punti di forza e dove potremmo andare in difficoltà contro una squadra del genere?

Nardò è una squadra che come noi ha come obiettivo la permanenza in categoria e ha un allenatore nuovo e molto preparato, oltre che essere un amico (Marco Gandini, ndt). Hanno sicuramente costruito il loro roster intorno alla leadership e alla conoscenza del nostro campionato di Jazzmarr Ferguson, hanno giocatori solidi per la categoria come Leonzio, Fallucca e Poletti e hanno deciso di scommettere su un cinque americano, proveniente da esperienze importanti come in Israele, dove è stato un giocatore solido anche dal punto di vista della valutazione. Attorno a loro hanno inserito sia conferme della passata stagione che qualche giovane da lanciare, esattamente come noi.

Che tipo di gara ci attende?

Mi aspetto una partita sicuramente più intensa da parte dei miei giocatori per tutto l’arco dei quaranta minuti, una partita che ci metterà davanti a nuove situazioni tecniche che Nardò ha mostrato in queste prime uscite e grazie alle quali andremo ad arricchire il nostro percorso di avvicinamento al campionato. Mi attendo un’intensità diversa da parte della mia squadra e dei passi in avanti perché quanto mostrato sabato non è sufficiente per il raggiungimento dei nostri obiettivi in maniera tranquilla.

Finalmente, dopo più di un anno di assenza, anche se parzialmente, il pubblico potrà tornare sugli spalti. Cosa si aspetta dal primo impatto con i suoi tifosi?

Giocare davanti ai nostri tifosi, seppur non davanti ad un palazzetto pieno, sarà una bellissima sensazione. Lo sport ha bisogno del pubblico, le emozioni che ti dà il pubblico, sia in casa che in trasferta, è una cornice che rende molto più bello ogni tipo di sport, a maggior ragione il nostro che vive di adrenalina. Sarà bello poterli riabbracciare virtualmente e per questo vogliamo offrire un bello spettacolo a chi verrà.