Cantù piega la JuVi e chiude l’andata sul trono

Acqua S.Bernardo Pallacanestro Cantù: Rogic 7, Bucarelli 4, Nikolic 21, Baldi Rossi 16, Hunt 8; Stefanelli 7, Da Ros 8, Severini 14, Berdini 5, Borsani, Brembilla. Ne.: Pini. All.: Sacchetti
Gruppo Ferraroni JuVi Cremona: Allen 7, Vincini 11, Nasello 14, Reati 8, Boglio 3; Giulietti 5, Milovanovic 7, Boni. N.e.: Fanti, Iannuzzi. All.: Crotti
Parziali: 34-13, 23-13, 23-12, 10-17.
Arbitri: Yang Yao, Centonza, Attard.
L’Acqua S.Bernardo Pallacanestro Cantù batte in casa la Ferraroni JuVi Cremona (90-55) e chiude il girone d’andata al primo posto del raggruppamento Verde a quota 22 punti. Per gli uomini di coach Sacchetti si tratta della nona vittoria di fila. I biancoblù adesso torneranno in campo, sempre al PalaFitLine di Desio, il 21 dicembre alle 20.30 per la prima di ritorno contro l'Urania Milano e il 29 dicembre alle 20.45 per il quarto di finale di Coppa Italia contro l'Apu Old Wild West Udine.
La cronaca
Avvio di marca juvina con l’ex Allen e Reati da fuori per lo 0-5. Nikolic e Rogic colpiscono in transizione, poi Baldi Rossi timbra dall’arco per il pareggio (7-7). Ancora Allen in penetrazione, ma Bucarelli e Nikolic sorpassano (11-9). L’Acqua S.Bernardo decide a questo punto di accelerare e fare la voce grossa: break di 17-2 per i padroni di casa (28-11). Nel primo periodo Cantù è una macchina quasi perfetta dalla lunga distanza: 8/14 a segno, di cui quattro di Baldi Rossi. Timbra da fuori anche Severini: 34-13 al 10’. Bene anche Nikolic con nove punti a referto e quattro rimbalzi. Cremona è tramortita e Cantù giganteggia anche a rimbalzo con Da Ros: 14-6.
Non cambia la musica nel secondo quarto con i canturini che continuano a martellare in velocità e la JuVi non pervenuta (ben nove palle perse nel primo tempo). Impatto devastante di Severini con altre due triple e un canestro. Malissimo Cremona al tiro: 11/23 da due, 1/7 da tre e 1/4 ai liberi. Parziale di 23-13 per i brianzoli che vanno all’intervallo sul 57-26. Al 20’ Cantù ha già tre giocatori in doppia cifra: Nikolic (15), Baldi Rossi (12) e Severini (11).
Reati inaugura il terzo periodo da fuori, poi arriva un nuovo break di 13-0 per i biancoblù (70-29). In cattedra Hunt che domina sotto canestro e Severini che mette la sua quarta tripla. Allen, beccato per 40’ dal pubblico di casa, smuove il tabellino dei cremonesi dalla lunetta (72-34 al 28’). Per Nikolic 17 punti al 30’ con il 7/8 da due. Al 30’ è 80-38 per Cantù.
La quarta frazione è pura accademia per gli uomini di coach Sacchetti, che dà ampio spazio alle rotazioni. Parziale a favore degli ospiti (10-17), con Cantù che vince per 90-55. Doppia-doppia per Nikolic con 21 punti e 10 rimbalzi.
«È stato come scalare l’Everest, ma ci abbiamo messo tantissimo impegno. Non ho nulla da rimproverare ai miei ragazzi, perché non era questo il match in cui dovevamo portare a casa il risultato - commenta coach Crotti, costretto a schierare una squadra ridotta all’osso a causa degli infortuni di Blake, Iannuzzi e Fanti -. Le differenze tra Vanoli e Cantù? Entrambe hanno dei roster di grandissimo livello, ma a oggi i biancoblù mi sembra che abbiano una marcia in più. La squadra di Sacchetti mi ha fatto una grandissima impressione».
«Possiamo solo dire di aver fatto molto bene – afferma il viceallenatore canturino Oldoini -. Loro avevano diversi giocatori importanti con problemi fisici, quindi siamo stati avvantaggiati anche sotto questo punto di vista. Ora non resta che pensare alla partita di mercoledì contro l’Urania, che sarà diversa rispetto a quella dell’andata, visto che i milanesi hanno più consapevolezza dei loro mezzi adesso. Dobbiamo continuare il nostro percorso di crescita, una gara per volta, come se fossero tutte finali da qui alla fine della stagione. Stiamo crescendo e in questo senso penso che il primo posto al termine dell’andata sia più che meritato. Nel frattempo, è ufficiale che nel quarto di finale di Coppa Italia in programma il 29 dicembre alle 20.45 affronteremo Udine, una sfida affascinante contro una squadra che punta al salto di categoria».
Articolo - Riccardo Berti
Foto - Walter Gorini





















