I Lions Bisceglie tengono testa alla capolista Ruvo ma cedono nel finale

Una squadra in netta crescita e con clamorose potenzialità ancora inespresse, in grado di giocare senza alcun timore sul parquet della capolista, sfoderando una partita di alto spessore caratteriale, notevole intensità agonistica e confortante lucidità. Queste le credenziali che i Lions Bisceglie, pur sconfitti al termine del confronto quasi impossibile con la corazzata Ruvo, hanno guadagnato sul campo e che rafforzano le certezze di un gruppo determinato a risalire la corrente. Nel contesto soddisfacente di un team in grande ripresa, seguito con affetto e calore da un numero massiccio di sostenitori sugli spalti nella vicina trasferta ruvese, stona dover registrare qualche chiamata arbitrale eccessivamente ingenerosa nei riguardi dei nerazzurri.
Coach Fabbri ha dovuto fare a meno di Maralossou, in panchina ma febbricitante, riducendo le rotazioni ma l’energia con cui i Lions sono entrati nella contesa ha fatto presto comprendere l’entità dei progressi già compiuti con il lavoro quotidiano: Rodriguez in gran spolvero con tre canestri e 2-13 in apertura. I padroni di casa, privi del tecnico Campanella (causa squalifica) e senza l’ex Contento ma con il lungodegente Deri e Leggio al rientro, sono riusciti a ricucire sul 12-15 ma ancora una volta Rodriguez e Chiti, dalla lunga distanza, hanno riportato i nerazzurri sul +7. L’apporto di Edoardo Fontana (debutto eccellente) ha consentito a Bisceglie di variare assetti e soluzioni, in una cornice nella quale Soma Abati Tourè si è messo in evidenza a rimbalzo e in difesa con enorme grinta. Una tripla di Chessari ha sancito il nuovo +7 a metà seconda frazione (25-32). Il capitano Dip, dalla lunetta, ha firmato il 2/2 che ha confermato il vantaggio nerazzurro all’intervallo lungo mentre Cepic, sempre a cronometro fermo, ha siglato il +5 e quando Ruvo, in un impeto d’orgoglio, ha trovato il primo sorpasso dell’intera gara dopo ben 23 minuti passati sotto nel punteggio, le folate di Rodriguez, Chiti e Touré sono valse il 46-51. Reazione perentoria della battistrada e 10-0 ma Milos Divac (buono il suo apporto all’esordio), Rodriguez e Chiti hanno immediatamente riavvicinato i Lions sul 59-57. Un contatto molto dubbio ai danni del play argentino è stato punito in tecnico per simulazione a suo danno e Ruvo ha potuto riprendere l’inerzia della sfida in apertura di quarta frazione, cogliendo l’opportunità per issarsi sul +10. Fontana (tripla) e Rodriguez hanno dimezzato il gap (69-64) senza però andare oltre, frenando la rincorsa. Meritati, al termine, gli applausi del muro di tifosi biscegliesi che ha incitato i ragazzi di coach Fabbri per l’intera durata della sfida. Le importanti consapevolezze acquisite nel faccia a faccia a viso aperto contro avversari sulla carta fuori portata condurranno i Lions in un girone di ritorno da vivere senza respiro per conquistare tutti insieme l’obiettivo della salvezza. La strada è quella giusta.






















