SI FERMA IN GARA 5 A ROMA LA CORSA DELLA RUCKER, RESTA UNA STAGIONE DA APPLAUSI E DA INCORNICIARE

Troppa Virtus Roma in gara 5 per una Rucker che paga le scarse percentuali al tiro, come successo nella gara inaugurale. In un PalaTiziano infuocato, i padroni di casa controllano il match per quaranta minuti, la Rucker nel terzo quarto rientra dal -17 al -8 ma il talento di Spanghero, Majcunic e Rodriguez trascina meritatamente Roma in finale. Applausi alla Rucker per una stagione che ha regalato grandi emozioni.
È stata una stagione decisamente positiva, a livello di risultati sicuramente la migliore degli ultimi quattro anni, con un approdo in semifinale arrivato dopo le eliminazioni al primo turno nelle precedenti tre stagioni. Una stagione da incorniciare anche per quello che la Rucker ha costruito e sta raccogliendo in termini di affluenza di pubblico, coinvolgimento del territorio, con una identità fatta di orgoglio, valori sportivi e combattività che hanno appassionato un numero sempre maggiore di persone.
Non si può non partire da questo per comprendere come l’eliminazione in gara 5 di semifinale lasci il giusto e sano dispiacere per la fine della stagione ma anche la consapevolezza che più di così non si sarebbe potuto fare. Fine stagione, tempo di bilanci: un inizio difficoltoso (3-6), l’esonero (il primo della storia societaria bianconera) di coach Aniello, l’arrivo a novembre di Federico Campanella che, dal debutto a Desio e per cinque mesi, porta solo vittorie, ben 18 di fila, un filotto vincente che genera entusiasmo e forza nella squadra e nell’ambiente. Poi le difficoltà, con l’infortunio e la perdita di Pagani e le sconfitte di fila, il ritorno alla vittoria contro la T Gema e la conquista del 4° posto, che significa accesso ai playoff per la porta principale. Il primo, nuovo obiettivo è superare il primo turno, San Severo incute timore ma, con un 3-0 tanto sofferto quanto netto, la Rucker si regala un sogno, quello di giocarsi le proprie carte seduta al tavolo con la Virtus Roma. Senza avere assi nella manica, va sotto 0-2 ma, contro ogni pronostico, da vittima sacrificale che gioca nel salottino buono, mostra i denti e, spinta da una Arena che sa accendersi, si trasforma in un piccolo incubo sportivo per quella Virtus Roma designata al grande salto.
La cronaca di gara 5 non ha molto da raccontare, Roma avanti per 40 minuti, con le statistiche che esprimono in modo inequivocabile che al PalaTiziano ha vinto la squadra che si è dimostrata nella serie più attrezzata, più completa e che, sotto pressione, ha saputo tirare fuori più armi rispetto ad una Rucker che, dopo l'enorme sforzo prodotto nella rimonta del terzo quarto, aveva finito le energie fisiche e mentali.
Per la Rucker hanno pesato il 20/68 dal campo (11/43 da 2) e il 13/21 ai tiri liberi, mentre la Virtus Roma ha trovato canestri importanti e con continuità dal solito Rodriguez (16 punti, 3/5 da 2, 2/5 da 3, 4/4 dalla lunetta), da un redivivo Spanghero (15 punti e 6/6 da 2) e da un Majcunic, tanto elegante quanto solido, che ha chiuso con 14 punti (3/3 da 2, 2/6 da 3, 2/2 t.l.).
Le dichiarazioni post gara 5
Coach Federico Campanella: “Come prima cosa, voglio fare i complimenti alla Virtus Roma perché si è conquistata la finale meritatamente, al termine di una serie caratterizzata da cinque vere e proprie battaglie sportive. La partita di oggi, purtroppo, per noi è stata una fotocopia di gara 1, le percentuali al tiro non sono state buone, pur tirando i nostri tiri, soprattutto nel primo tempo. Nel secondo, siamo stati bravi a riaprire il match, grazie ad alcune difese tattiche. Poi, la Virtus Roma ha talento individuale diffuso e ha segnato alcuni canestri pesanti al termine dei 24”, dopo che avevamo difeso molto bene. Ora che la serie è finita, penso e credo che dobbiamo uscire a testa altissima perché a novembre avremmo preso per pazzo chiunque avesse pronosticato una gara 5 di semifinale a Roma come epilogo della nostra stagione. Ci siamo impegnati molto in questo percorso, giorno per giorno, costruendo la migliore versione di noi stessi, dal punto di vista emotivo, tecnico e caratteriale, e questa cosa mi rende orgoglioso di ognuno dei miei giocatori. Dobbiamo ripartire dall’identità già solida di questa Società, dall’entusiasmo della nostra gente, dalla qualità del lavoro che è stato fatto, dall’impegno di tutti coloro che lavorano per la Rucker. Penso che servirà del tempo per capire realmente quanto questa stagione sia stata bella e importante, dalle 18 vittorie consecutive a gara 5 di semifinale. Abbiamo, per così dire, fatto finta di non sapere la differenza tra noi e i nostri avversari, portandoli fino all’ultima gara della serie. Onore alla Virtus Roma che meritatamente approda in finale promozione.”
STATS
Picarelli: 15 punti, 1/3 da 2, 3/8 da 3, 4/4 t.l.
Tassinari: 12 punti, 3/17 da 2, 1/6 da 3, 3/3 t.l.
Čebašek: 11 punti, 0/1 da 2, 3/5 da 3, 2/2 t.l., 6 rimbalzi
VIRTUS ROMA – RUCKER 86-62
(22-14; 44-27; 67-49)
VIRTUS: Toscano 9, Visintin 6, Battistini 6, Majcunic 14, Lenti 4, Arrigoni 6, Spanghero 15, Bazan NE, Barattini 10, Talone NE, Rodriguez 16, Leggio. All. Mecacci
RUCKER: Tassinari 12, Murri 5, Picarelli 15, Cane 2, Sinagra NE, Onojaife 8, Morici 5, Bedetti 4, Dalla Cia, Čebašek 11. All. Campanella
Arbitri: Giordano, Caneva e Marconetti
Ufficio stampa RUCKER






















